Biografia

SERGIO NANNICOLA

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Campo dei segni - Installazione Sergio Nannicola

Campo dei Segni – Installazione Sergio Nannicola

Sergio Nannicola è nato nel 1958 a L’Aquila.

La sua formazione artistica inizia intorno alla metà degli anni settanta. Allievo tra gli altri di Fabio Mauri, Gino Marotta, Giosetta Fioroni e Sergio Lombardo. Nel 1976 entra a far parte del ‘Gruppo Aura e realizza con esso l’happening Una rosa sulla neve”, un intervento artistico ambientale realizzato in prossimità degli impianti di risalita dei campi da sci di Campo Felice in Abruzzo. Successivamente la sua attività artistica si interessa al mondo dei segni, in particolare quelli tracciati sui muri delle abitazioni abbandonate. Segni-Materia-Oggetti, vengono decontestualizzati attraverso la tecnica dello strappo murale, procedimento tipico del “trasporto” degli affreschi. “Strappi” che rivelano e restituiscono il senso di una memoria stratificata sui muri dei luoghi d’origine. Questo processo di ricerca sarà teorizzato e praticato per tutto il decennio degli anni ottanta e parte dei novanta.

Nel 1980 lavora alla ricostruzione dell’Universo Futurista, quindi alla Gran serata futurista di Fabio Mauri, evento interamente realizzato da studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. La “Prima” rappresentazione nazionale della Gran Serata futurista si tenne presso il Teatro Stabile della città di L’Aquila, le successive repliche a Milano, Roma e Venezia.

Nel 1982 e nel 1983, S. N. è invitato a partecipare agli stages Incontri Internazionali delle Arti”, tenuti ad Anacapri nei mesi di luglio e agosto di quegli anni. In quelle circostanze ebbe modo di conoscere e lavorare con Enrico Baj, Joe Tilson e Nino Caruso. Agli “Incontri Internazionali delle Arti” parteciparono oltre ai citati artisti, critici e storici di primo piano come Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles, Lea Vergine, Giulio Carlo Argan, Filiberto Menna, Francesco Vincitorio.

Nel 1984 nella storica Galleria San Carlo di Napoli, diretta in quel momento da Raffaele Formisano, presenta una serie di “Strappi di pittura murale”, la maggior parte di essi realizzati in occasione degli stages di Anacapri. La mostra era corredata da un testo critico di Enrico Crispolti, il quale lo inviterà in seguito a diverse rassegne d’arte contemporanea sia in Italia che all’estero. Tra queste si ricordano:

  • “Una nuovissima generazione nell’arte italiana” Siena – 1985
  • Alternative Attuali/Abruzzo 87 L’Aquila – 1987
  • Itinerari paralleli Neuchâtel (Svizzera) – 1987
  • “18a Biennale Internazionale di Grafica” Lubljana – 1989
  • Giovani Artisti a Roma Palazzo delle Esposizioni – Roma – 1990
  • “V Biennale d’Arte Sacra” San Gabriele – Isola del Gran Sasso (TE) – 1992

Lo stesso E. Crispolti segnalerà l’attività dell’artista in importanti pubblicazioni d’arte contemporanea, tra le quali si ricordano:

Nell’ottobre del 1984 Nannicola realizza una nuova serie di “Strappi murali” che saranno esposti a Roma presso il Centro Di Sarro. La mostra, dal titolo Impressioni digitali”, si avvalse di un testo di rara poetica curato da Raffaella Evandro che a rileggerlo oggi, dopo il sisma dell’Aquila, ci proietta diritti nel cuore e nella storia della città ferità.

Nel 1985 espone presso la Sala Consiliare del Comune di Pescasseroli (AQ) una serie di opere dedicate alle vittime del sisma che colpì la comunità l’anno precedente. La mostra era accompagnata da una testimonianza di Romolo Liberale.

Nel 1986 realizza ed espone nella Galleria dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila una serie di grandi disegni a carbone insieme ad un gruppo di opere di grande e piccolo formato, originate dalla tecnica dello “strappo”, unitamente ad una serie di piccoli disegni raccolti in due quaderni d’artista. La mostra dal titolo“Una sperimentazione in atto” era accompagnata da un testo critico di Manuela Crescentini con la quale condividerà in seguito anche altre iniziative, tra le quali: “La Provincia e l’Impero –  Linguaggi d’arte tra “aulico” e “volgare” catalogo edito da Electa; la mostra si tenne nel 1989 nelle sedi di Trentola Ducenta (Ce – Palazzo Marchesale) – Orvieto (Chiostro di San Giovanni) – Paliano (Fr – Palazzo Colonna).

Sono invece del 1987 due distinte mostre personali realizzate nelle Marche. La prima presso la Galleria d’Arte  “L’Idioma” di Ascoli Piceno; la seconda presso la Pinacoteca Civica di Macerata. In quest’ultima l’artista allestisce l’evento Le «Iconi» Liriche”, una serie di opere polimateriche (molte delle quali oggettuali) di piccole e medie dimensioni; la mostra era corredata da un testo critico ragionato di E. Crispolti.

Nel 1988 presenta una nuova serie di opere presso il Centro d’Arte “Angelus Novus” dell’Aquila. Sempre nello stesso anno, segnalato dalla critica Santa Fizzarotti, partecipa ad Under 35 – “Giovani artisti dalla Giovane critica”, manifestazione curata e realizzata da Enrico Crispolti e Germana Galli per conto di Arte Fiera di Bologna, con catalogo edito da Centro Di – della Edifimi srl, Firenze. Sempre nel 1988 l’artista è invitato al XL° Premio Michetti – “Giovani Artisti Italiani e Bulgari a Francavilla a Mare (Ch), edizione curata da Maurizio Calvesi, Claudio Spadoni e Maria Grazia Tolomeo Speranza. Nello stesso anno la Galleria d’Arte contemporanea “Break Club” di Roma, diretta in quel momento da Ennio Borzi, acquisisce numerose opere dell’artista, tra queste: Stenditoioe Icona” (1-2-3), unitamente a diverse opere su carta. Successivamente partecipa a Made in Italy”, evento realizzato nella Bürgersaal – Friedrichsplatz di Rottweil in Germania, con catalogo a cura di Lucia Spadano.

Nel 1989 è invitato alla Biennale Internazionale di Grafica di Lubiana nella sezione italiana curata da Enrico Crispolti.

Nel 1990 Mariano Apa invita l’artista a partecipare alla mostra Concettualità dell’Astrazione”, allestita presso il Castello Piccolomini di Celano (Aq), dove espone le prime superfici geometrico/informali strutturate. Alcune delle opere esposte in quella occasione saranno poi presentate nello stesso anno al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla rassegna “Giovani artisti”, a cura dell’Assessorato alla Cultura di Roma, con catalogo edito da Carte Segrete. Sempre nello stesso anno l’artista realizza per il Florian Espace di Pescara l’opera “Cardo”, un lavoro polimaterico ispirato all’omonimo strumento.

Nel 1991 a Goriano Valli (Aq), in seno alla manifestazione “Interventi artistici per il territorio”, realizza Campo dei segni”, un’opera ambientale di grandi dimensioni composta da pietre disposte in una sorta di percorso labirintiforme su una superficie triangolare, bruciata lungo il perimetro durante la performance inaugurale notturna. L’evento, curato da Andrea Taddei e Giancarlo Gentilucci, si avvalse di testi critici di Cecilia Casorati, Laura Cherubini e Massimo Locci.

Nel 1993 partecipa alla International Grafiek di Maastricht, la prima Biennale Internazionale di Grafica in Olanda.

Nel 1994 invitato alla “3a Biennale di Grafica” di Belgrado espone “Geometrical Tension”, frutto di alcune stampe xilografiche ispirate alla difficile transizione che incalzava il Paese in quel frangente storico.

Nel 1995 e nel 1996 partecipa a due importanti edizioni di Ad usum fabricae, entrambe realizzate a L’Aquila da Gianni Fileccia, Tullio Catalano e Laura Cherubini, ospitate nella sede del Muspaq e nella ex Chiesa di San Domenico. Alle rassegne parteciparono con progetti esclusivi artisti di fama internazionale come: M. Pistoletto, F. Mauri, M. Bagnoli, T. Catalano, B. Bassiri, E. Castellani, G. Baruchello, C. Accardi, L. Fabro, J. Kounellis, M. Merz, G. Paolini, Nunzio, V. Pisani. E. Spalletti, A. Garutti, e alcuni giovani artisti vicini a Tullio Catalano e Fabio Mauri.

Nel 1999 l’artista espone alcune opere a Toronto, nell’ambito degli scambi culturali Abruzzo/Canada, nella mostra Epicaforma curata da Mariano Apa e Lea Contestabile.

Nel 2000 è invitato all’Annuale d’Arte Lo scandalo dello spirito”, una mostra d’arte contemporanea realizzata dal Muspac  al Forte Spagnolo dell’Aquila. All’evento parteciparono tra gli altri artisti F. Mauri, J. Kosuth, G. Zorio, Nunzio, B. Ceccobelli, L. Fabro.

Nel 2002 espone all’International Art Center di Kyoto l’opera (S.T.), un mosaico ovale di piccole dimensioni, realizzato con smalti bianchi e un inserto in ferro.

Nel 2004 realizza la mostra personale dal titolo Deframmentazioni presso la galleria AOC-F58 di Roma, dove raccoglie una singolare sequenza di mosaici di forma tonda e ovale, alcuni dei quali (i più piccoli) contenuti in sacchetti di plastica trasparente. Il “catalogo oggetto” conteneva riflessioni di E. Crispolti e A. Rubini.

E’ invece del 2006 l’installazione Semi”, un’opera di denuncia e sensibilizzazione incentrata sul controllo delle produzioni dei semi OGM da parte delle multinazionali che ne auspicano il monopolio. L’evento realizzato a Montone (Te) nell’ambito del festival “Anime_Migranti” è stato curato da Loredana Iannucci e Antonello Rubini. Successivamente, la medesima installazione è stata replicata nel 2007 a Roio Piano (Aq) in occasione della manifestazione “Arte Ambiente”, realizzata in collaborazione con gli artisti Massimo Piunti e Raul Rodriguez. In questa occasione l’opera è stata oggetto di un gravissimo “atto vandalico” che ne compromise l’integrità.

Nel 2007 partecipa nuovamente all’evento “Lo scandalo dello spirito”, organizzato dal Muspac nella nuova sede museale di S.ta Maria dei Raccomandati a L’Aquila.

Dal 2005 al 2009 realizza mostre e iniziative volte alla promozione dell’arte e ai giovani artisti, quali quattro edizioni di “Emergenze in campo” realizzate nel Salento e due edizioni di “Arte transumante” a Castel del Monte (Aq).

Dopo il sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009, l’impegno sociale prevale sul lavoro artistico, trovando nella solidarietà e nella partecipazione attiva un nuovo mezzo espressivo. Su questo fronte partecipa e organizza iniziative di carattere sociale e culturale, fondando insieme ad altri il comitato cittadino Un manifesto per l’Aquila che elabora dieci regole per la rinascita del territorio, ponendo per primi la questione delle macerie derivanti dai crolli delle case, lo stoccaggio e la conservazione dei materiali lapidei di pregio dei palazzi storici, attraverso un documento Salviamo le pietre di L’Aquila recapitato il 14 aprile 2009 alle istituzioni locali. In seguito, parteciperà a mostre, convegni e iniziative che pongono al centro il problema della ricostruzione post-sisma.

Tra le iniziative del dopo terremoto sono di rilevante importanza le seguenti opere: “Demagogia” 2009, “Rassicurazione disastrosa” 2011, “I piatti del cratere sismico” 2012/13, “Policentrica – Le pietre della memoria” 2015. Nel 2011 partecipa a Bruxelles, Milano, Lima e Caracas, nell’ambito della mostra “Maestri di Brera per l’Unità d’Italia” con l’opera “Rassicurazione disastrosa”. E’ presente tra altri eventi nelle edizioni di “Trasalimenti 2012 e 2013” a Rocca Calascio per il Cantiere delle arti a cura di Gabriele Di Pietro, “Illuminare è Pensare 2012” a Pieve di Cento con “Una Luce per L’Aquila”, “Il mercato degli spiriti” e “Atmosfere” nel 2013 a L’Aquila e Milano con l’opera “Piatto del cratere sismico” 2013, “Buratto, fili, bastoni” – Palazzo Assessorile, Cles (Tn), “Il sapere della forma arcaicità e contemporaneità” – MUSAP Fondazione Penne, a cura di Antonio Zimarino. Nell’estate del 2014 realizza a L’Aquila nel restaurato Palazzetto dei Nobili sito nel centro storico devastato dal sisma, la mostra antologica dal titolo “Rinascere con l’arte – L’arte come strumento di vita per riorganizzare il presente e immaginare il futuro”, conclude il 2014 la mostra “Arte in Cibo” Cibo in Arte” edizione 2014/15 a cura di Antonio d’Avossa. Seguono nel 2015 a Ortucchio (AQ) per “L’orto dell’arte” l’installazione “Pesca con i mucchi e relativa performance NutriMenti del lago del Fucino” presso il Castello Piccolomini, IV ed. a cura di Lea Contestabile, Marcello Gallucci, Carlo Nannicola; e l’intervento artistico su Piazza Costellazione a Rho, in occasione di EXPO – Comune di Rho – Milano.

Nel 2016 insieme al fotografo belga Alain Breyer realizza a L’Aquila due mostre in sedi diverse sul tema dell’Identità e la Memoria, la prima presso il Muspac (Museo sperimentale di arte contemporanea), la seconda presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, la stessa mostra sarà replicata nello stesso anno a Mons (Belgique) presso la Galerie Koma. Sempre nel 2016 a La Louvière al Musée Keramis espone Les “plats de cratère sismique de L’Aquila”.

Il 2017 si apre con l’exposition “Encore un mensonge!” dans le Château Gilson a La Louvière (Belgium); prosegue con “Reliquaire”, un progetto condiviso tra la Galleria Adiacenze di Bologna, la Galleria KOMA di Mons, e la Galleria THANKS (Belgique); segue la presentazione del libro “Arte/Città/Territorio” – BOOKCITY MILANO presso la Sala Agorà della Triennale di Milano.

Nel 2018 partecipa alla presentazione del libro “I COLORI E IL MITO DELL’ISOLA” presso la Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano; nel mese di settembre dello stesso anno nell’ambito della Residenza d’artista sull’Isola Comacina realizza la performance NutriMenti dell’Isola.

Tra marzo e aprile 2019 espone presso la CASA DELLA MEMORIA a Milano, in occasione della mostra “Ancora una Bugia”; seguono: il vernissage delle opere prodotte nelle Residenze d’artista dal 2016 al 2018 sull’Isola Comacina e la “Performance NutriMenti dell’isola Comacina” performance replicata presso l’ex Chiesa di S. Carpoforo, Milano; “R e l i q u a i r e” – Museo Magi ‘900 – Cento (Fe); “Cubo d’artista” presso I Giardini d’Arte di Via Caravaggio – Pescara; seguono la “Residenza d’artista” presso l’Antica Casa Nebiolo di Migliandolo (AT); “L’angolo delle piccole stelle” nel Giardino in memoria dei bambini vittime del sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009 presso il Mubaq di Fossa (Aq) Italia; “Né Arte Né Design” Convegno sulle Arti applicate in Italia – Triennale di Milano; “Gli Stati Generali dell’Arte in Abruzzo” Convegno tenuto all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila; e la partecipazione al WDA – Week-end du Design et des Arts – Esposizione  presso le Palais des Congrès d’Antibes a Juan-Les-Pins.

Attualmente la ricerca artistica di Sergio Nannicola sottintende lo studio di quei fenomeni che si rivelano nell’ambito del sociale attraverso meccanismi paradossali che trovano spazio soprattutto nella comunicazione mediatica. L’attenzione dell’artista è rivolta verso quelle forme di speculazione che  in nome di verità relative controllano e manipolano la realtà.

L’interesse  verso le dinamiche sociali e verso il territorio naturale si realizza attraverso opere di vario genere che vanno dai progetti di opere ambientali alle installazioni, ad oggetti eterogeneamente prodotti.

 Hanno scritto di lui, tra gli altri: Antonio Basile, Andrea Baccilieri, Antonio d’Avossa, Antonello Ciccozzi, Antonio Gasbarrini, Andrea Del Guercio, Arianna Di Genova, Anonello Rubini, Andrea Taddei, Andrea Zanella, Antonio Zimarino, Barbara Drudi, Carlo Fabrizio Carli, Cecilia Casorati, Claudio Cerritelli, Claudio Spadoni, D. Nardone, Domenico Guzzi, E. Costantino, Emanuela Crescentini, Ennio Borzi, Enrico Baj , Enrico Crispolti, Enrico Sconci, Eugenio Riccitelli, F. Giullani, F. Zoccoli, Fabio Mauri, Fausto Ianni, Fausto Lucca, Filippo Tronca, Francesca Balena, Francesco Poli, Francesco Vincitorio, Gabriele Di Pietro, G. Latini, G. Mascherpa, G. S. Marcou, Germana Galli, Giancarlo Gentilucci, Gianni Fileccia, Grazia Felli, Ida Terracciano, Joe Tilson, L. De Leoni, Laura Cherubini, Leo Strozzieri, Linda De Santis, Loredana Iannucci, Lorenza Trucchi, Lucia Spadano, M. Padovan, Marcella Anglani, Marcello Colusso, Marco De Candia, Maria Grazia Tolomeo Speranza, Mariano Apa, Mario Narducci, Massimo Locci, Maurizio Aschelter, Maurizio Calvesi, Mimmo Conenna, Miriam Mirolla, Nicoletta Hristodorescu, Nikica Petrak, Nino Caruso, Orietta Rossi, Paolo Balmas, Raffaella Evandro, Rolando Alfonso, Romolo Liberale, Rosanna Ruscio, S. Benedetti, S. Breton, S. Manganelli, S. Trabucchi – Salvatore Di Bartolomeo, Sandra Orienti, Sandro Melarangelo, Santa Fizzarotti, Sonia De Michele, Tonko Maroevic, Tullio Catalano, Valeria Tassinari, Vito Apuleo.