L’Aquila: Ri-costruzione – Restauri – Opere d’arte ambientali [La qualità e la sicurezza prima di tutto]

L’Aquila: Ri-costruzione – Restauri – Opere d’arte ambientali [La qualità e la sicurezza prima di tutto].

di Sergio Nannicola*

Piero Della Francesca “La città ideale”
Piero Della Francesca “La città ideale”

Le città e i territori possono cessare di esistere in un attimo oppure conservare nel tempo il loro destino in altro modo.

Il ritorno alla normalità è un valore irrinunciabile che diventa verbo davanti alla tragedia e imperativo davanti al futuro dei figli, senza dimenticare che abbiamo obblighi morali oltre che oggettivi nei confronti della mirabile storia della nostra città.

Persone, affetti, monumenti, palazzi, piazze, luoghi comuni, quartieri, borghi, atmosfere, odori, sapori, abitudini, erano la città, la nostra città. Oggi quella realtà non esiste più ed è quindi più che mai opportuno iniziare da subito a immaginare un nuovo modello di polis, un modello tuttavia da reinventare.

La ri-costruzione sarà un compito arduo che spetterà in primis ai suoi abitanti (come del resto è sempre stato) sostenuti comunque dalle istituzioni governative. Se la ri-costruzione della città è ancora oggi inimmaginabile l’unica cosa reale in questo momento a L’Aquila sono gli abitanti che continuano ad amarla standogli vicino, è infatti con questo spirito che dopo il terremoto lanciammo un accorato appello scrivendo “Un manifesto per l’Aquila”.

Se la questione economica e la volontà politica della ri-costruzione sono in questo momento le spine nel fianco dei cittadini aquilani, lo sarà altrettanto il nuovo modello identitario che purtroppo si sarà costretti a  rielaborare nei prossimi anni.

La nuova matrice urbana della città, il territorio circostante, le architetture, le valenze artistiche e gli interventi che si andranno a realizzare sono e saranno i punti chiave della rinascita. Le decisioni prese in questi contesti concorreranno a rideterminare la nuova identità della città. Se saremo complessivamente illuminati avremo una città più bella e funzionale, se al contrario saremo miopi il rischio di perdersi nella mediocrità e nell’anonimato sarà molto alto.

La nuova e la vecchia città non possono essere ri-progettate, ricostruite o restaurate, senza tenere conto delle forze espresse dal territorio e dai suoi abitanti. Sarebbe un grave errore continuare a osteggiare tale spinta propulsiva.

“Non c’è città senza un suo uso <urbano> da parte dei cittadini, come non c’è lingua senza qualcuno che la parli”… (Paolo Castelnovi) Einaudi.

La realtà in cui è finito il popolo aquilano è estremamente seria, prima se ne prende atto prima inizierà una rinascita adeguata.

Visto che non sarà possibile pianificare tutto e subito è alquanto evidente che si dovranno programmare gli interventi pensando a modelli di riferimento, evitando in tutti i modi il procedere a ruota libera, il destino di questo processo è fallimentare alla base.

Per poter ricostruire è quindi indispensabile stabilire delle regole certe sulle quali sviluppare i progetti in un unicum di intendi in cui far convergere le idee e le professionalità migliori, per arrivare a produrre un piano di ricostruzione che salvaguardi in primis tutte le valenze architettoniche e artistiche di pregio della città storica e dei suoi Borghi. Mettendo comunque sempre e al primo posto la sicurezza e la qualità degli interventi che si andranno a realizzare.

Infine, sarei felicissimo se qualche illustre collega contribuisse alla ricostruzione artistica della città e del suo territorio realizzando opere d’arte in grado di restituire dignità, rispettabilità e orgoglio a questi territori, cederei volentieri il passo a tutti coloro che partecipassero con slancio umano e professionale alla ricostruzione di questi luoghi lasciando segni utili alla collettività realizzati nel solco di processi condivisi. Ostacolerei tuttavia senza mezzi termini e con grande determinazione tutti coloro che in nome del mero profitto volessero cogliere l’occasione per fare solo loschi e sterili interessi.

Un primo salto di qualità è quindi possibile e necessario proprio sul fronte etico del porsi poiché ritengo inaccettabile l’idea di chi entra di prepotenza in casa d’altri senza neanche chiedere il permesso. Si può cominciare ripartendo semplicemente da alcune sane ed elementari regole civili.

 

http://www.unmanifestoperlaquila.it/

*Sergio Nannicola, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano

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L’Aquila, la ricostruzione e il “Segreto di Stato”

L’Aquila, la ricostruzione e il “Segreto di Stato”

di Sergio Nannicola*

S.N. disegno tratto dal diario personale

S.N. disegno tratto dal diario personale

All’Aquila non è iniziato ancora nessun restauro nella città storica ne tantomeno è stata ricostruita o recuperata la città fuori dalle mura. Ad oggi l’opera del Governo si è concentrata sull’emergenza dei soccorsi e sulla costruzione selvaggia di condomini che hanno dato “vita” a borgate sparse nelle campagne, che comunque ospitano e ospiteranno per anni circa quindicimila persone sugli oltre centomila abitanti del comprensorio.

Le Istituzioni deputate alla ricostruzione (prima il governo centrale, oggi i commissari locali), hanno escluso e continuano ad escludere qualsiasi forma di partecipazione attiva da parte dei cittadini, evitando accuratamente il coinvolgimento delle persone, anche in veste di professionisti che offrono a titolo gratuito la loro opera. L’aria che tira da queste parti non è certo delle migliori, visto che di fatto non esiste ancora un piano complessivo di ricostruzione razionale e condiviso.

Del resto non è neanche realisticamente possibile credere che l’intera popolazione sia oggi soddisfatta di come stiano andando le cose, anche se l’unico grido di dolore che si alza dal cratere è quello del “popolo delle carriole”. Continua a leggere