RammendaMenti 2017 | Museo delle Capanne in Pietra – Villa Santa Lucia degli Abruzzi (Aq) – Dal 19 Agosto al 2 Settembre 2017

Depliant RammendaMenti 2017

In un dialogo fatto di dissonanze e corrispondenze, RammendaMenti 2017 espone le opere dell’artista Sergio Nannicola accanto ai “tappeti” dell’antica tradizione tessile abruzzese.
A pochi anni dall’inizio della ricostruzione dei centri storici all’interno del cratere sismico dell’aprile 2009, il senso di questo accostamento risiede nella volontà di rispondere al quesito dell’antropologo Antonello Ciccozzi, che si chiede se la nostra civiltà sia ancora in grado di rimarginare le sue ferite.
Da un lato Sergio Nannicola ci mostra nei Piatti del Cratere la pianta medievale della città. È una denuncia amara della speculazione, un avvertimento per la società civile, la testimonianza della grandezza passata e dell’evento nefasto, ma anche il progetto per la rinascita futura, la tenace volontà di resilienza, il dono genuino per la generazione futura.
Dall’altro lato, come il dipinto su una ceramica, come la storia sulla pagina di un libro, i “tappeti” tessuti dalle nostre donne raccontano il mondo e gli umili che lo abitano e che cercano di comprendere la vita.
Il loro è un racconto simbolico, da decifrare.
Parla di donne che ricevevano in eredità da altre donne la sapienza di un mestiere e con esso un bagaglio di figure simboliche che arrivavano da lontano. Nella perpetuazione del lavoro, a loro volta, tramandavano i saperi ricevuti, con l’umiltà di chi comprende non tanto col pensiero ma col cuore.
Quest’arte era il loro patrimonio, il loro posto nella società, il modo di far risuonare la loro voce discreta e saggia.
Questa saggezza appartiene alla terra d’Abruzzo, alle sue montagne che aspre e dure forgiano lo spirito dei suoi abitanti. Molto di questo rapporto ancestrale è stato strappato.
RammendaMenti 2017 vuole essere un augurio per ricucire la ferita, ritrovare quel filo che lega gli abitanti allo spirito della loro terra e ripartire seguendo la trama e l’ordito della natura.
Maria Grazia Liguori

http://www.comunevillasantaluciadegliabruzzi.aq.it/
https://nannicola.wordpress.com/

Encore un mensonge! Dal 22.04 > 11.06 (2017) – Château Gilson /// rue de Bouvy 11 /// B 7100 La Louvière (Belgium)

Des artistes d’Italie et d’ici revisitent le conte de Collodi et, à travers la figure de Pinocchio, évoquent la pratique de la xyloglossie, hier et aujourd’hui…
Pietro Finelli (I), Michel Jamsin, Bernard Josse, Claire Kirkpatrick, Sergio Nannicola (I), Marco Pellizzola (I), Benoit Piret, Stefano Pizzi (I), Nicola Salvatore (I), Jean-Marc Watremez.
De façon humoristique, poétique ou caustique, il s’agit d’une manière de rappeler que les discours de 1946 pour attirer dans nos mines les travailleurs italiens n’insistaient pas trop sur les conditions d’accueil et de travail qu’ils trouveraient à leur arrivée.                                   Cette exposition s’inscrit dans le programme Ciao Burattino!, qui ponctue la saison culturelle 2016-2017 pour se rappeler le septantième anniversaire des accords belgo-italiens.

Arte in Cibo. Cibo in Arte a cura di Antonio d’Avossa – Battipaglia, dal 22.12.14 al 22.01.15

Arte in Cibo. Cibo in Arte - Mostra a cura di Antonio d'Avossa

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

L’Aquila: QUANDO L’ARTE DI REGIME IMPERA

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

di Sergio Nannicola*

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

Sinceramente non avrei voluto intervenire nuovamente su questo tema, purtroppo mi sento costretto a farlo in virtù di quello che oramai sembra essere un disegno prestabilito. Si perché in questa città, è oramai assodato, si è sperimentato e si continua a sperimentare un metodo, un modo che serve ad addomesticare le masse al volere supremo. Questa è la realtà sociale, civile e culturale che regna nel cratere in questo delicato frangente storico, in cui tutto sembra essere lecito (in nome del buon fine) tranne la legittimità dei procedimenti usati. Da destra come da sinistra, si rispolvera e si mette in pratica oramai su tutti i fronti “l’esperienza totalitaria” come prassi consolidata. Una “dittatura” di fatto, volta a semplificare i percorsi amministrativi che ne ostacolano i risultati a monte sperati – Veramente non c’è alternativa a questi sistemi?, Veramente vogliamo ricostruire il territorio con metodi antidemocratici?.
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