R e l i q u a i r e – Museo Magi ‘900 – Cento (Fe) dal 1 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019

M U S E O M A G I ‘9 0 0
Cento (Fe)

Sergio Nannicola “Mari d’Italia – Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” 2017 – Stampa barca 3d in abs, luce led, frammento di relitto bruciato

RELIQUAIRE
Inaugurazione sabato 1 dicembre ore 17:00

https://www.magi900.com/reliquaire/

ARTISTI:
Daniel Aulagnier, Philippe Baran, Cinzia Campolese, Andrè Chabot, Eirini Chatsatourian, Etienne Colas, Christine D’Arienzo, Dolores Gossye, Ester Grossi, Isabelle Linotte, Yvonne Mostard, Elisa Muliere, Sergio Nannicola, Marco Pellizzola, PetriPaselli, Laura Renna, Stefano Ronci, Maria Savoldi, Martine Vanderhoeven

CURA DI: Adiacenze
SPONSOR TECNICO: 3D Prototipi

Sergio Nannicola “Mari d’Italia – Lasciate ogne speranza voi ch’intrate” 2017 – Stampa barca 3d in abs e relitto di legno bruciato

Sabato 1 dicembre alle ore 17 il Museo MAGI ‘900 inaugura RELIQUAIRE, una mostra collettiva a cura di Adiacenze e progettata in collaborazione con la KOMA Gallery di Mons (Belgio).
RELIQUAIRE è un progetto espositivo itinerante che prevede il coinvolgimento di ventuno artisti internazionali richiamati a ideare altrettante opere/oggetto/lampade che evocano un reliquiario dedicato a un artista, un movimento, un concetto artistico per loro importante. Presentata per la prima volta presso lo spazio espositivo Adiacenze di Bologna a settembre 2017, la mostra è stata allestita nello stesso anno presso la KOMA Gallery di Mons (Belgio) per approdare ora nelle sale del
Museo MAGI ‘900.
Alcuni artisti permangono nel nostro presente attraverso molteplici tracce iconiche: un colore particolare (come il blu di Klein), un materiale peculiare (come il feltro e il grasso di Beuys), forme geometriche caratteristiche (Brancusi) o un simbolo distintivo della loro presenza (la pipa di Magritte). Questi segni caratteristici sono autonomamente in grado di richiamare alla mente il ricordo dei loro autori, di ripresentarli immediatamente alla mente con forza e chiarezza. Pur trattandosi di semplici “cose”, esse sono in realtà investite di un coacervo di rimandi e connessioni con l’individuo che le ha utilizzate e i concetti che le hanno animate.
Come piccoli fuochi fatui notturni nello spazio si rivelano oggetti luminosi che restituiscono l’assenza dei concetti o delle persone ai quali sono dedicati; sono reliquiari, sono opere luminose, sono un’apparizione e invocazione, sono contenitori effimeri di un’essenza e di un animo artistico del quale ci parlano: sono un ponte che permette la comunione fantasmatica con l’assente. Ironicamente, attraverso l’atto dell’inscatolare (anche letterale), si crea un volume, una forma invadente e condensata, irradiante un’essenza auratica che permette alla coscienza di ciascuno di risvegliarsi, di meravigliarsi, di riscoprirsi di fronte al ricordo di un artista scomparso.
Ma in realtà nulla vieta ai ventuno artisti coinvolti, l’articolazione di una proposta anche sarcasticamente provocatoria, un omaggio beffardo che interroghi per assurdo quella magia sociale che è così strettamente connessa all’arte e quei meccanismi fittizi di investitura sociale che accompagnano le figure stesse degli artisti, piuttosto che la costituzione di un reliquiario di un artista ancora in vita. In fin dei conti il reliquiario, nella sua accezione più didascalica, è una scatola molto preziosa che serviva per mantenere resti sacri capaci di realizzare miracoli e guarigioni per mezzo dell’intercessione dei santi ai quali erano appartenuti.
In questo caso per RELIQUAIRE, gli artisti hanno pensato opere, oggetti contenitori di reliquie effimere, che irradiano luce più o meno fioca. Queste opere, “scatole” contenitrici di messaggi e invocatrici di pensieri artistici differenti, non sono più costituite da metalli preziosi come lo erano i reliquiari sacri, ma sono stampati in 3D, materiale che li rende molto più vicini allo spettatore, alla persona comune della nostra contemporaneità, togliendogli quell’idea di inarrivabilità salvifica degli originali.
La struttura delle opere è realizzata dall’azienda 3D PROTOTIPI di Cento (FE), sponsor tecnico del progetto, attraverso un processo di stampa 3D e corredata da luci led.

La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio con ingresso gratuito.

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NutriMenti dell’isola Comacina – Dal 3 al 13 Settembre 2018 – Isola Comacina (Co)

In occasione della residenza d’artista sull’Isola Comacina, l’artista Sergio Nannicola, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, autore degli oramai noti “Piatti del cratere sismico dell’Aquila”, sabato 8 settembre 2018 a partire dalle ore 17:00 realizzerà la performance artistica “NutriMenti dell’Isola Comacina”. Durante la performance, unica nel suo genere, che si terrà presso l’area contigua allo Chalet del Bar La Botte, si potrà ricordare l’incredibile storia del luogo e degustare alcuni cibi realizzati rigorosamente con la forma dell’Isola Comacina. Con l’occasione, da lunedì 3 a giovedì 13 settembre  sarà possibile visionare disegni e progetti e, in anteprima, alcuni prototipi di stampi e piatti ceramici creati per l’evento, presso lo studio temporaneo dell’artista progettato negli anni ’20 dall’Architetto Pietro Lingeri.

I NutriMenti dell’Isola Comacina saranno realizzati da Barbara Casagrande

RammendaMenti 2017 | Museo delle Capanne in Pietra – Villa Santa Lucia degli Abruzzi (Aq) – Dal 19 Agosto al 2 Settembre 2017

Depliant RammendaMenti 2017

In un dialogo fatto di dissonanze e corrispondenze, RammendaMenti 2017 espone le opere dell’artista Sergio Nannicola accanto ai “tappeti” dell’antica tradizione tessile abruzzese.
A pochi anni dall’inizio della ricostruzione dei centri storici all’interno del cratere sismico dell’aprile 2009, il senso di questo accostamento risiede nella volontà di rispondere al quesito dell’antropologo Antonello Ciccozzi, che si chiede se la nostra civiltà sia ancora in grado di rimarginare le sue ferite.
Da un lato Sergio Nannicola ci mostra nei Piatti del Cratere la pianta medievale della città. È una denuncia amara della speculazione, un avvertimento per la società civile, la testimonianza della grandezza passata e dell’evento nefasto, ma anche il progetto per la rinascita futura, la tenace volontà di resilienza, il dono genuino per la generazione futura.
Dall’altro lato, come il dipinto su una ceramica, come la storia sulla pagina di un libro, i “tappeti” tessuti dalle nostre donne raccontano il mondo e gli umili che lo abitano e che cercano di comprendere la vita.
Il loro è un racconto simbolico, da decifrare.
Parla di donne che ricevevano in eredità da altre donne la sapienza di un mestiere e con esso un bagaglio di figure simboliche che arrivavano da lontano. Nella perpetuazione del lavoro, a loro volta, tramandavano i saperi ricevuti, con l’umiltà di chi comprende non tanto col pensiero ma col cuore.
Quest’arte era il loro patrimonio, il loro posto nella società, il modo di far risuonare la loro voce discreta e saggia.
Questa saggezza appartiene alla terra d’Abruzzo, alle sue montagne che aspre e dure forgiano lo spirito dei suoi abitanti. Molto di questo rapporto ancestrale è stato strappato.
RammendaMenti 2017 vuole essere un augurio per ricucire la ferita, ritrovare quel filo che lega gli abitanti allo spirito della loro terra e ripartire seguendo la trama e l’ordito della natura.
Maria Grazia Liguori

http://www.comunevillasantaluciadegliabruzzi.aq.it/
https://nannicola.wordpress.com/

Encore un mensonge! Dal 22.04 > 11.06 (2017) – Château Gilson /// rue de Bouvy 11 /// B 7100 La Louvière (Belgium)

Des artistes d’Italie et d’ici revisitent le conte de Collodi et, à travers la figure de Pinocchio, évoquent la pratique de la xyloglossie, hier et aujourd’hui…
Pietro Finelli (I), Michel Jamsin, Bernard Josse, Claire Kirkpatrick, Sergio Nannicola (I), Marco Pellizzola (I), Benoit Piret, Stefano Pizzi (I), Nicola Salvatore (I), Jean-Marc Watremez.
De façon humoristique, poétique ou caustique, il s’agit d’une manière de rappeler que les discours de 1946 pour attirer dans nos mines les travailleurs italiens n’insistaient pas trop sur les conditions d’accueil et de travail qu’ils trouveraient à leur arrivée.                                   Cette exposition s’inscrit dans le programme Ciao Burattino!, qui ponctue la saison culturelle 2016-2017 pour se rappeler le septantième anniversaire des accords belgo-italiens.

Arte in Cibo. Cibo in Arte a cura di Antonio d’Avossa – Battipaglia, dal 22.12.14 al 22.01.15

Arte in Cibo. Cibo in Arte - Mostra a cura di Antonio d'Avossa

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

L’Aquila: QUANDO L’ARTE DI REGIME IMPERA

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

di Sergio Nannicola*

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

Sinceramente non avrei voluto intervenire nuovamente su questo tema, purtroppo mi sento costretto a farlo in virtù di quello che oramai sembra essere un disegno prestabilito. Si perché in questa città, è oramai assodato, si è sperimentato e si continua a sperimentare un metodo, un modo che serve ad addomesticare le masse al volere supremo. Questa è la realtà sociale, civile e culturale che regna nel cratere in questo delicato frangente storico, in cui tutto sembra essere lecito (in nome del buon fine) tranne la legittimità dei procedimenti usati. Da destra come da sinistra, si rispolvera e si mette in pratica oramai su tutti i fronti “l’esperienza totalitaria” come prassi consolidata. Una “dittatura” di fatto, volta a semplificare i percorsi amministrativi che ne ostacolano i risultati a monte sperati – Veramente non c’è alternativa a questi sistemi?, Veramente vogliamo ricostruire il territorio con metodi antidemocratici?.
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