UN MANIFESTO PER L’AQUILA

Un manifesto per L'AquilaUN MANIFESTO PER L’AQUILA

RICOSTRUIRE PER IL FUTURO

Il sisma devastante che ha colpito l’Abruzzo e con particolare crudeltà la città di L’Aquila e la sua provincia ha ferito profondamente un paese già in lotta con gli effetti di una crisi economica mondiale, ha deturpato un tessuto urbano diffuso di grande valore dal punto di vista artistico, storico, delle tradizioni locali, ha segnato in maniera indelebile l’anima dei suoi abitanti, con la perdita delle persone care, della certezza della propria casa come porto sicuro, dei luoghi collettivi della memoria, personale e familiare, come elemento di identità e appartenenza.

Al tempo stesso è stato, però, un’occasione di eccezionale risveglio della solidarietà nazionale e una prova ammirevole di dignità da parte delle popolazioni colpite.

UN PROGETTO COLLETTIVO

La presenza delle istituzioni nell’emergenza, necessarie e vicine a chi soffre, il senso della comunità, che ha trovato espressione nella solidarietà umana di queste settimane drammatiche, debbono trasformarsi in uno sforzo collettivo altrettanto straordinario per la costruzione del futuro, il futuro della comunità abruzzese ma anche del paese come collettività nazionale, la prova della sua capacità di mettere a frutto le eccellenze locali e insieme di aprire la collaborazione con le migliori esperienze nazionali e internazionali, di progettare con intelligenza e sensibilità guardando lontano, di tessere il dialogo fra i cittadini e le istituzioni. Continua a leggere

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“SALVIAMO LE PIETRE DI L’AQUILA”

Salviamo le pietre di L’Aquila è la lettera inviata il 15 aprile al Presidente della Provincia di L’Aquila, On. Stefania Pezzopane, e al Sindaco, Dr. Massimo Cialente, da Sergio Nannicola e Leda Bultrini, per manifestare il timore che il carattere di urgenza che governa i primi provvedimenti sul territorio possa compromettere la qualità del recupero dei materiali.
 
L’Aquila, 15 aprile 2009
 
 

“SALVIAMO LE PIETRE DI L’AQUILA”

Il recupero con metodo filologico del centro antico e degli edifici storici distrutti, “dov’erano e com’erano”, in città come sul territorio colpito dal sisma, è universalmente avvertito, dai cittadini, al pari che dai tecnici, come una necessità irrinunciabile per il valore storicoartistico, culturale e identitario che essi portano con sé.

Le forme e i modi della ricostruzione saranno decisi nelle sedi opportune, ma è urgente porre le premesse minime per renderla possibile, vale a dire assicurarsi la disponibilità delle sue materie prime: la conoscenza del patrimonio, che il terremoto non ha intaccato, e il materiale fisico di cui esso è costituito, che rischia, invece, schiacciato dalle priorità dell’emergenza, di finire perduto.

A dover essere salvaguardato non è solo il materiale reso pregevole dall’intervento artistico o di alto artigianato, ma anche il materiale costruttivo di base, i calcari impiegati come pietra da taglio per stipiti, architravi, balaustre e i materiali da muratura in genere, il pietrame e i ciottoli calcarei della muratura in pietra grezza intonacata, i piccoli conci calcarei, gli elementi in terracotta, le scaglie di pietra delle “case muro”, le pietre calcaree squadrate.

L’urgenza dello sgombero dei detriti può indurre ad ammassare i materiali risultanti dagli scavi e dagli sgomberi in maniera indiscriminata e dispersa, in luoghi indifferenziati, dai quali potrebbe esserne impossibile il recupero.

L’indisponibilità dei materiali originari produrrebbe una lacuna del testo architettonico e un consumo immotivato di risorse, con l’aggressione del territorio determinata dalla necessità di procurarsi nuova materia prima.

È, dunque, urgente assicurarsi che i materiali di sgombero siano depositati in maniera organizzata,

  • separandoli dai detriti provenienti da costruzioni eterogenee per epoca, materie e tecniche costruttive; individuando luoghi certi e distinti per il loro deposito e la loro conservazione;
    registrandone, per quanto possibile, la provenienza;
  • minimizzandone lo spostamento;
  • predisponendone lo stoccaggio per il medio periodo.

È il primo passo di una ricostruzione consapevole e rispettosa.