“SALVIAMO LE PIETRE DI L’AQUILA”

Salviamo le pietre di L’Aquila è la lettera inviata il 15 aprile al Presidente della Provincia di L’Aquila, On. Stefania Pezzopane, e al Sindaco, Dr. Massimo Cialente, da Sergio Nannicola e Leda Bultrini, per manifestare il timore che il carattere di urgenza che governa i primi provvedimenti sul territorio possa compromettere la qualità del recupero dei materiali.
 
L’Aquila, 15 aprile 2009
 
 

“SALVIAMO LE PIETRE DI L’AQUILA”

Il recupero con metodo filologico del centro antico e degli edifici storici distrutti, “dov’erano e com’erano”, in città come sul territorio colpito dal sisma, è universalmente avvertito, dai cittadini, al pari che dai tecnici, come una necessità irrinunciabile per il valore storicoartistico, culturale e identitario che essi portano con sé.

Le forme e i modi della ricostruzione saranno decisi nelle sedi opportune, ma è urgente porre le premesse minime per renderla possibile, vale a dire assicurarsi la disponibilità delle sue materie prime: la conoscenza del patrimonio, che il terremoto non ha intaccato, e il materiale fisico di cui esso è costituito, che rischia, invece, schiacciato dalle priorità dell’emergenza, di finire perduto.

A dover essere salvaguardato non è solo il materiale reso pregevole dall’intervento artistico o di alto artigianato, ma anche il materiale costruttivo di base, i calcari impiegati come pietra da taglio per stipiti, architravi, balaustre e i materiali da muratura in genere, il pietrame e i ciottoli calcarei della muratura in pietra grezza intonacata, i piccoli conci calcarei, gli elementi in terracotta, le scaglie di pietra delle “case muro”, le pietre calcaree squadrate.

L’urgenza dello sgombero dei detriti può indurre ad ammassare i materiali risultanti dagli scavi e dagli sgomberi in maniera indiscriminata e dispersa, in luoghi indifferenziati, dai quali potrebbe esserne impossibile il recupero.

L’indisponibilità dei materiali originari produrrebbe una lacuna del testo architettonico e un consumo immotivato di risorse, con l’aggressione del territorio determinata dalla necessità di procurarsi nuova materia prima.

È, dunque, urgente assicurarsi che i materiali di sgombero siano depositati in maniera organizzata,

  • separandoli dai detriti provenienti da costruzioni eterogenee per epoca, materie e tecniche costruttive; individuando luoghi certi e distinti per il loro deposito e la loro conservazione;
    registrandone, per quanto possibile, la provenienza;
  • minimizzandone lo spostamento;
  • predisponendone lo stoccaggio per il medio periodo.

È il primo passo di una ricostruzione consapevole e rispettosa.

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