Encore un mensonge! Dal 22.04 > 11.06 (2017) – Château Gilson /// rue de Bouvy 11 /// B 7100 La Louvière (Belgium)

Des artistes d’Italie et d’ici revisitent le conte de Collodi et, à travers la figure de Pinocchio, évoquent la pratique de la xyloglossie, hier et aujourd’hui…
Pietro Finelli (I), Michel Jamsin, Bernard Josse, Claire Kirkpatrick, Sergio Nannicola (I), Marco Pellizzola (I), Benoit Piret, Stefano Pizzi (I), Nicola Salvatore (I), Jean-Marc Watremez.
De façon humoristique, poétique ou caustique, il s’agit d’une manière de rappeler que les discours de 1946 pour attirer dans nos mines les travailleurs italiens n’insistaient pas trop sur les conditions d’accueil et de travail qu’ils trouveraient à leur arrivée.                                   Cette exposition s’inscrit dans le programme Ciao Burattino!, qui ponctue la saison culturelle 2016-2017 pour se rappeler le septantième anniversaire des accords belgo-italiens.

Sergio Nannicola – Presentazione del libro “Rinascere con l’Arte” – Mercoledì 30 dicembre 2015 – Ore 17.00 – Palazzetto dei Nobili, L’Aquila

Sergio Nannicola - Presentazione libro "Rinascere con l'Arte" - Mercoledì 30 dicembre 2015 - Ore 17.00 - Palazzetto dei Nobili, L'Aquila

L’Aquila chiama Italia: macerie di democrazia e Ricostruzione artistica

Comunicato stampa - ASSEMBLEA CITTADINA L'AQUILA TAVOLO RICOSTRUZIONE ARTISTICARicostruiamo una città più bella se non ora, quando?

Il Tavolo Ricostruzione Artistica, costituitosi all’interno dell’Assemblea cittadina di L’Aquila, lancia questo appello perché la cultura è valore collettivo e democratico. Siamo convinti che la ricostruzione di L’Aquila, la rinascita dei suoi borghi non possa avvenire senza l’apporto dell’arte e che i progetti, destinati al recupero della città e le stesse opere pubbliche, debbano portare i segni temporali e culturali dei nostri giorni. Chiediamo, quindi, che nella ricostruzione/ripristino degli edifici pubblici trovi applicazione la legge 29 luglio 1949, n. 717.

Facciamo in modo che la manifestazione nazionale del prossimo 20 novembre “SOS L’Aquila chiama Italia” apra la strada alla democrazia culturale; la nostra richiesta di sottoscrizione dell’appello vuole anche riaffermare la necessità del rispetto delle regole, in un Paese in cui molte volte la cultura diventa “lucrosa” emergenza, che significa spesa senza controllo, deroghe alla normativa e delegittimazione delle competenze e professionalità.

Vi invitiamo a sottoscrivere l’appello.

COMUNICATO STAMPA

Comunicato stampa - ASSEMBLEA CITTADINA L'AQUILA TAVOLO RICOSTRUZIONE ARTISTICA

RICOSTRUIAMO UNA CITTA’ PIU’ BELLA
SE NON ORA, QUANDO?

I diritti culturali sono riconosciuti tanto nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’ONU, quanto nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione Universale dell’UNESCO, nella Carta di Nizza. Nella definizione dell’UNESCO, i diritti culturali costituiscono una pietra ancora mancante per la comprensione dell’universalità dei diritti dell’uomo; tutelare e promuovere il diritto all’informazione, al sapere ed alla conoscenza, il diritto a godere delle arti e dei beni culturali significa intendere la cultura come valore collettivo e quindi come crescita civile e democratica, come spinta per lo sviluppo economico dell’intera Nazione.

In un Paese in cui il patrimonio artistico non ha eguali, i tagli del Governo ai Beni Culturali sono irresponsabili. E troppo spesso, da noi, la cultura diventa una lucrosa “emergenza” da far gestire alla Protezione Civile: il che vuol dire milioni di euro spesi senza controllo, deroghe alla normativa e delegittimazioni delle competenze e professionalità. Continua a leggere

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

L’Aquila: QUANDO L’ARTE DI REGIME IMPERA

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

di Sergio Nannicola*

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

Sinceramente non avrei voluto intervenire nuovamente su questo tema, purtroppo mi sento costretto a farlo in virtù di quello che oramai sembra essere un disegno prestabilito. Si perché in questa città, è oramai assodato, si è sperimentato e si continua a sperimentare un metodo, un modo che serve ad addomesticare le masse al volere supremo. Questa è la realtà sociale, civile e culturale che regna nel cratere in questo delicato frangente storico, in cui tutto sembra essere lecito (in nome del buon fine) tranne la legittimità dei procedimenti usati. Da destra come da sinistra, si rispolvera e si mette in pratica oramai su tutti i fronti “l’esperienza totalitaria” come prassi consolidata. Una “dittatura” di fatto, volta a semplificare i percorsi amministrativi che ne ostacolano i risultati a monte sperati – Veramente non c’è alternativa a questi sistemi?, Veramente vogliamo ricostruire il territorio con metodi antidemocratici?.
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L’Aquila: Ri-costruzione – Restauri – Opere d’arte ambientali [La qualità e la sicurezza prima di tutto]

L’Aquila: Ri-costruzione – Restauri – Opere d’arte ambientali [La qualità e la sicurezza prima di tutto].

di Sergio Nannicola*

Piero Della Francesca “La città ideale”
Piero Della Francesca “La città ideale”

Le città e i territori possono cessare di esistere in un attimo oppure conservare nel tempo il loro destino in altro modo.

Il ritorno alla normalità è un valore irrinunciabile che diventa verbo davanti alla tragedia e imperativo davanti al futuro dei figli, senza dimenticare che abbiamo obblighi morali oltre che oggettivi nei confronti della mirabile storia della nostra città.

Persone, affetti, monumenti, palazzi, piazze, luoghi comuni, quartieri, borghi, atmosfere, odori, sapori, abitudini, erano la città, la nostra città. Oggi quella realtà non esiste più ed è quindi più che mai opportuno iniziare da subito a immaginare un nuovo modello di polis, un modello tuttavia da reinventare.

La ri-costruzione sarà un compito arduo che spetterà in primis ai suoi abitanti (come del resto è sempre stato) sostenuti comunque dalle istituzioni governative. Se la ri-costruzione della città è ancora oggi inimmaginabile l’unica cosa reale in questo momento a L’Aquila sono gli abitanti che continuano ad amarla standogli vicino, è infatti con questo spirito che dopo il terremoto lanciammo un accorato appello scrivendo “Un manifesto per l’Aquila”.

Se la questione economica e la volontà politica della ri-costruzione sono in questo momento le spine nel fianco dei cittadini aquilani, lo sarà altrettanto il nuovo modello identitario che purtroppo si sarà costretti a  rielaborare nei prossimi anni.

La nuova matrice urbana della città, il territorio circostante, le architetture, le valenze artistiche e gli interventi che si andranno a realizzare sono e saranno i punti chiave della rinascita. Le decisioni prese in questi contesti concorreranno a rideterminare la nuova identità della città. Se saremo complessivamente illuminati avremo una città più bella e funzionale, se al contrario saremo miopi il rischio di perdersi nella mediocrità e nell’anonimato sarà molto alto.

La nuova e la vecchia città non possono essere ri-progettate, ricostruite o restaurate, senza tenere conto delle forze espresse dal territorio e dai suoi abitanti. Sarebbe un grave errore continuare a osteggiare tale spinta propulsiva.

“Non c’è città senza un suo uso <urbano> da parte dei cittadini, come non c’è lingua senza qualcuno che la parli”… (Paolo Castelnovi) Einaudi.

La realtà in cui è finito il popolo aquilano è estremamente seria, prima se ne prende atto prima inizierà una rinascita adeguata.

Visto che non sarà possibile pianificare tutto e subito è alquanto evidente che si dovranno programmare gli interventi pensando a modelli di riferimento, evitando in tutti i modi il procedere a ruota libera, il destino di questo processo è fallimentare alla base.

Per poter ricostruire è quindi indispensabile stabilire delle regole certe sulle quali sviluppare i progetti in un unicum di intendi in cui far convergere le idee e le professionalità migliori, per arrivare a produrre un piano di ricostruzione che salvaguardi in primis tutte le valenze architettoniche e artistiche di pregio della città storica e dei suoi Borghi. Mettendo comunque sempre e al primo posto la sicurezza e la qualità degli interventi che si andranno a realizzare.

Infine, sarei felicissimo se qualche illustre collega contribuisse alla ricostruzione artistica della città e del suo territorio realizzando opere d’arte in grado di restituire dignità, rispettabilità e orgoglio a questi territori, cederei volentieri il passo a tutti coloro che partecipassero con slancio umano e professionale alla ricostruzione di questi luoghi lasciando segni utili alla collettività realizzati nel solco di processi condivisi. Ostacolerei tuttavia senza mezzi termini e con grande determinazione tutti coloro che in nome del mero profitto volessero cogliere l’occasione per fare solo loschi e sterili interessi.

Un primo salto di qualità è quindi possibile e necessario proprio sul fronte etico del porsi poiché ritengo inaccettabile l’idea di chi entra di prepotenza in casa d’altri senza neanche chiedere il permesso. Si può cominciare ripartendo semplicemente da alcune sane ed elementari regole civili.

 

http://www.unmanifestoperlaquila.it/

*Sergio Nannicola, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano

L’Aquila, la ricostruzione e il “Segreto di Stato”

L’Aquila, la ricostruzione e il “Segreto di Stato”

di Sergio Nannicola*

S.N. disegno tratto dal diario personale

S.N. disegno tratto dal diario personale

All’Aquila non è iniziato ancora nessun restauro nella città storica ne tantomeno è stata ricostruita o recuperata la città fuori dalle mura. Ad oggi l’opera del Governo si è concentrata sull’emergenza dei soccorsi e sulla costruzione selvaggia di condomini che hanno dato “vita” a borgate sparse nelle campagne, che comunque ospitano e ospiteranno per anni circa quindicimila persone sugli oltre centomila abitanti del comprensorio.

Le Istituzioni deputate alla ricostruzione (prima il governo centrale, oggi i commissari locali), hanno escluso e continuano ad escludere qualsiasi forma di partecipazione attiva da parte dei cittadini, evitando accuratamente il coinvolgimento delle persone, anche in veste di professionisti che offrono a titolo gratuito la loro opera. L’aria che tira da queste parti non è certo delle migliori, visto che di fatto non esiste ancora un piano complessivo di ricostruzione razionale e condiviso.

Del resto non è neanche realisticamente possibile credere che l’intera popolazione sia oggi soddisfatta di come stiano andando le cose, anche se l’unico grido di dolore che si alza dal cratere è quello del “popolo delle carriole”. Continua a leggere