“I piatti del cratere sismico” 5/6/7 Aprile 2013 – Palazzo Silone sede Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia

Sergio Nannicola Installazione "Piatti del cratere sismico" Palazzo Silone-Sede della Regione Abruzzo 2013

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

Sergio Nannicola Installazione "Piatti del cratere sismico" Palazzo Silone-Sede della Regione Abruzzo 2013

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

Sergio Nannicola -  Installazione 'Piatti del cratere sismico' - Palazzo Silone - Sede Regione Abruzzo 2013 001 (23)

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

Sergio Nannicola -  Installazione 'Piatti del cratere sismico' - Palazzo Silone - Sede Regione Abruzzo 2013 001 (19)

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

Sergio Nannicola -  Installazione 'Piatti del cratere sismico' - Palazzo Silone - Sede Regione Abruzzo 2013 001 (14)

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

Sergio Nannicola -  Installazione 'Piatti del cratere sismico' - Palazzo Silone - Sede Regione Abruzzo 2013 001 (24)

Sergio Nannicola – Installazione “Piatti del cratere sismico” Palazzo Silone – Sede della Regione Abruzzo – L’Aquila – Italia – 5 Aprile 2013

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Trasalimenti 2012

MAESTRI DI BRERA PER L’UNITÀ D’ITALIA

Maestri di Brera per l'Unità d'Italia

L’Accademia di Belle Arti di Brera con il prezioso contributo di Regione Lombardia e la sponsorizzazione dell’Associazione degli Amici dell’Accademia di Brera, organizza per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ricorrenza attesa e carica di significati, una mostra celebrativa, allestita presso il Palazzo Berlaymont sede della Commissione Europea a Bruxelles (e l’Espace Banca Monte Paschi Belgio dal 6 al 20 dicembre 2011), dal 1 al 20 dicembre 2011, dove verranno esposte le opere dei suoi artisti-docenti.

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La mostra proseguirà in gennaio a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Le opere, eseguite con tecniche miste su tela libera, riprendono la forma di una bandiera per creare il suggestivo effetto del drappo gonfiato dal vento, quello stesso vento di speranza che animò gli italiani nell’unificazione. Ogni artista ha eseguito delle litografie che sono state tirate in 5 esemplari numerate e firmate. Queste opere che affiancano le grandi bandiere misurano cm 70 x 50 e grazie alla collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura all’Estero saranno esposte presso spazzi espositivi istituzionale a Lima, il Cairo, Pechino e Caracas. Fu proprio l’opera di un docente dell’Accademia di Brera (dal 1822 al 1879), un grande artista italiano Francesco Hayez, a celebrare l’Unità d’Italia dipingendo “Il Bacio”. Questa opera, presentata nel 1859 diventò, attraverso i colori della bandiera racchiusi nel quadro, il simbolo dell’unificazione d’Italia. La bandiera come simbolo della collettività, della nazione intesa come popolo, è veramente “dentro” il Paese, è veramente “patria” quando ciascuno la percepisce come tale nella propria individualità, nel chiuso dei propri sentimenti, sublimandola con i suoi valori, con le sue memorie, con le sue credenze. Tutte le bandiere degli artisti di Brera sono legate tra loro dal sentimento della patria e dalla semplicità dei tre colori: bianco, rosso e verde.

1 – 20 dicembre 2011

EUROPEAN COMMISSION – BERLAYMONT Rue de la Loi / Wetstraat, 200 – 1040 Bruxelles

6 – 20 dicembre 2011

ESPACE BANCA MONTE PASCHI BELGIO Av. D’Auderghem, 22/28 – 1040 Bruxelles

In gennaio la mostra continuerà negli spazi espositivi

dell’Accademia di Belle Arti di Brera Via Brera 28 – 20121 Milano

Prof. Marco Meneguzzo

Critico e storico d’arte, Docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Che quel drappo di stoffa colorata che chiamiamo bandiera sia un simbolo fortissimo è risaputo. Sin dall’antichità vessilli, insegne, colori hanno sempre significato “appartenenza” e “unione”, per cui è inutile ripetere qui i motivi di questo simbolismo sociale, collettivo, civile, pubblico, che è tale in tutto il mondo, sotto tutte le latitudini. Ma la bandiera non deve rimanere solo il simbolo della collettività, della nazione intesa come popolo: essa è veramente “dentro” il Paese, essa è veramente “patria” solo quando, smessi i panni del cittadino, dell’uomo sociale, dell’appartenente a una comunità, ciascuno la percepisce come tale nella propria individualità, nel chiuso dei propri sentimenti e della propria coscienza, al di là di ogni manifestazione corale, di massa, la cui psicologia è diversa, più propensa alla retorica superficiale di un giorni di festa, di una parata multicolore.

Al contrario, una bandiera “intima” – aggettivo difficile da usare per un simbolo collettivo – è un convincimento segreto, un retaggio che al contempo appartiene al singolo e a tutti, un’eredità intellettuale e sentimentale che ciascuno riempie coi suoi valori, con le sue memorie, con le sue credenze: un elemento comune a un popolo si atomizza nel vissuto di ciascuno, ma senza perdere quella qualità unificante, quel riconoscersi nel bene e nel male come prodotto culturale di una storia condivisa (magari su campi opposti, ma condivisa…). Di più, l’attualità del tricolore passa oggi per un versante antiretorico e antimonumentale, che non fa parte della tradizione della rappresentazione dell’amor di Patria o delle glorie nazionali – si celebra la battaglia del Piave, ma nessuno ha mai celebrato con un monumento la rotta di Caporetto… -, ma che forse appartiene a un certo carattere italiano, oltre che alle declinazioni più recenti dei linguaggi artistici. In fondo, gli Italiani si riconoscono come nazione più nei momenti bui della loro storia, che in quelli luminosi, e la solidarietà di un popolo altrimenti individualista scatta quando sembra che tutto sia perduto, che le forze disgregatrici prevalgano: anche in queste opere si ritrova lo stesso carattere, spesso filtrato attraverso la rappresentazione di momenti storici che non saranno mai celebrati da qualche monumento, ma che si custodiscono nella memoria come e forse di più di quelli, e dove la memoria di ciascuno, appunto, diventa la memoria di tutti, pur restando individuale, singolare. In Italia è la somma delle memorie individuali a costituire la storia collettiva, più di quanto non sia la “grande storia” a costruire e a cemen- tare il senso della nazione. In questo senso gli artisti sono gli interpreti migliori di questa dualità dialogante: usano il linguaggio e il simbolo, che sono patrimonio comune, e li personalizzano con la propria individualità. Ecco allora perché le loro bandiere sono tutte diverse, perché ognuna racconta una storia personale, o rappresenta una metafora scaturita dall’interpretazione soggettiva della storia, della cronaca, del costume, della società; ma sono contemporaneamente tutte legate indissolubilmente tra loro da quell’elemento simbolico forte, da quel patrimonio comune, dalla semplicità di quei tre colori: bianco, rosso e verde.

Elenco degli artisti

Angelini AlessandraBacco NinoBagnoli LidiaBressan Italo

Bruno Giovanni

Buglioni Pierluigi

Campi Tiziana

Campi Tiziano

Capraro Sabina

Cascio Walter

Casiraghi Roberto

Cattani Giorgio

Ceccarelli Vincenzo

Chiodi Italo

Correggia Francesco

De Locatelli Alfred

Di Gennaro Giuseppe

Dorigatti Piermario

Elefante Vincenzo

Falco Marina

Fanelli Gaetano

Fioretti Maria Cristiana

Gadaleta Ignazio

Galbusera Renato

Galli Maria Cristina

Garutti Alberto

Giacummo Vito Natalino

Giacummo Elmar

Giromella Gabriele

Giorgis Barbara

Grillo Gaetano

Iaria TeresaLabbe MargheritaLaera CosmoLuino Bernardino

Mariani Gastone

Marrocco Franco

Moro Daniela

Mulazzani Enrico

Nannicola Sergio

Nicolamarino Domenico

Occhipinti Angela

Padula Maria Teresa

Panno Laura

Parisi Paola

Pelliccia Antonello

Pellizzola Marco

Pertusi Guido

Pierno Antonella

Pizzi Stefano

Roberti Roberto

Sabatino Beppe

Salvatore Nicola

Salvi Paola

Spadari Alessandro

Stelitano Filomena

Tacconi Tiziana

Vernizzi Luca

Vescovi Dany

Vescovo Federico

Zuppelli Massimo

Incontro-Seminario ‘Arte negli edifici pubblici’ del 14 settembre 2011

Report dell’Assemblea cittadina del 14 settembre 2011

pubblicata da Assemblea Cittadina Dell’Aquila il giorno giovedì 15 settembre 2011 alle ore 18.38

L’Assemblea cittadina, riunitasi il 14 settembre, nel tendone di Piazza Duomo, dedicata all’avvio di una discussione pubblica sull’arte negli edifici pubblici, ha affermato, con forza, la necessità di ricostruire una città più bella.

Preme evidenziare lo spirito che ha animato l’incontro.

Il contesto in cui ci muoviamo è quello di una città distrutta: ognuno di noi vive, collettivamente e individualmente, le drammatiche conseguenze che questa distruzione produce. Eppure, siamo convinti che tutelare e promuovere il diritto all’informazione, al sapere ed alla conoscenza, il diritto a godere delle arti e dei beni culturali significa intendere la cultura come valore collettivo e quindi come crescita civile e democratica, come spinta per lo sviluppo economico della città e del suo territorio. Oggi viviamo in non luoghi, dispersi, lontani dalle nostre relazioni e dalla nostra memoria: siamo convinti che l’arte sia in grado di restituire identità e sia in grado di creare condivisione, attraverso il confronto e l’uso di strumenti partecipativi: questi, in fondo, sono i valori che i cittadini invocano nel progetto di ricostruzione della città e del suo territorio.

Puntuali sono state le relazioni di Antonio Gasbarrini, critico d’arte, e di Sergio Nannicola, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, che hanno messo in luce il vuoto artistico-culturale, legato al contemporaneo, di cui soffre la nostra città.

La discussione ha visto i contributi, vivaci e qualificati, degli invitati che, ognuno per le proprie competenze, rivestono un ruolo fondamentale nel processo di applicazione della legge 717/1949 e sue modificazioni.

Sono stati assunti impegni da parte del Commissario ai Beni Culturali Luciano Marchetti, che ha accolto la proposta di una sinergia tra professionisti e artisti; di Giancarlo Santariga, Provveditorato Opere Pubbliche, che ha ribadito la non eludibilità o l’aggiramento della legge del 2%.

Fondamentale è stato il contributo-intervista di Anna Mattirolo, Direttrice del Maxxi, Roma, che ha ricordato a chiare lettere che la questione L’Aquila non è solo dell’Aquila, ma è questione nazionale.

Non meno importanti i contributi scritti di Patrizia Ferri, storica dell’arte, e di Paolo Colarossi, urbanista, entrambi del Centro di Ricerca e Documentazione sull’Arte Pubblica, Università La Sapienza, Roma, illustrati in assemblea dall’artista Franco Fiorillo, che fa parte del Comitato Scientifico di questo qualificato centro di ricerca.

Il Direttore dell’Accademia di Belle Arti Eugenio Carlomagno ha posto in risalto il ruolo della stessa Accademia per la ricerca artistica e le grandi potenzialità che esprime con i suoi giovani studenti.

Gianlorenzo Conti, Presidente dell’Ordine degli Architetti, accogliendo a pieno lo spirito che ha animato l’Assemblea cittadina, si è impegnato a far recepire all’Ordine Nazionale la proposta di accantonare, per i progetti affidati per la ricostruzione di L’Aquila, lo 0,50% in più, oltre il 2% già previsto dalla legge da destinare ad interventi artistici.

L’assessore Vladimiro Placidi ha accolto la proposta di iniziare una serie di incontri con i cittadini per valutare, insieme, quale è la strada migliore che può portare all’inserimento dell’intervento artistico sin dalle primissime fasi del progetto di ricostruzione/ripristino dell’edificio pubblico.

Si cominciano ad ascoltare le proposte dei cittadini e si cominciano ad assumere impegni nei loro confronti: l’Assemblea cittadina continuerà nella sua azione di discussione, proposta, di controllo democratico e partecipato.

Qui la registrazione integrale dell’incontro                           http://www.assembleacittadina.it/?p=251

Seminario – Arte negli edifici pubblici – L’Aquila 14.09.11

ASSEMBLEA CITTADINA Tendone in Piazza Duomo – L’Aquila

PROPOSTA SULLA RICOSTRUZIONE ARTISTICA POSTSISMICA DELLA CITTA’ DELL’AQUILA E DEL CRATERE

 INCONTRO Arte negli edifici pubblici

Mercoledì 14 settembre alle ore 17 nel tendone in Piazza Duomo a L’Aquila si terrà un incontro sull’arte negli edifici pubblici. La giornata di lavoro e di studio intende verificare se gli enti istituzionali pubblici (Regioni, Province e Comuni) si attengono, in caso di costruzione ex novo o di ricostruzione e ristrutturazione di edifici pubblici, a quanto previsto dalle leggi vigenti in materia. In particolare alla disciplina statuita con decreto del marzo 2006 concernente le “Linee guida per l’applicazione della legge n. 717/1949 recante norme per l’arte negli edifici pubblici”. Si tratta, in sintesi, dell’obbligo delle amministrazioni di destinare il 2% del costo totale previsto in opere d’arte (fisse e mobili), al fine di migliorare la qualità estetica del manufatto architettonico.

Uno sguardo, quello proposto dall’Assemblea cittadina, rivolto all’immediato futuro nella praticabile prospettiva della riedificazione di una città e dei suoi borghi “più bella di prima”, tenuto conto dell’ingente patrimonio pubblico distrutto o gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009 su cui occorrerà rimettere mano. Continua a leggere

Tavolo ricostruzione artistica

Approvata delibera da parte della Giunta Comunale

L’Aquila, 20 dic 2010 – “Ha avuto pieno successo l’Appello lanciato un paio di mesi fa dal Tavolo della Ricostruzione Artistica, costituito nell’Assemblea cittadina di Piazza Duomo, per la piena applicazione della legge 717/1949, rivitalizzata a livello nazionale con le linee guida emanate con Decreto 23 marzo 2006”. Lo annuncia il Tavolo ricostruzione artistica del presidio permanente di Piazza Duomo.

“L’Appello (consultabile al sito www.anno1.org) – pienamente condiviso e sottoscritto da numerose Accademie d’arte (dalla Brera di Milano a quella di Catania), artisti, storici e critici d’arte, musicisti, architetti, ingegneri e tantissimi altri operatori nel settore dell’arte e della cultura – è stato prontamente recepito dall’Amministrazione civica di L’Aquila. Un’apposita delibera esecutiva appena approvata ha reso operativa la citata normativa statale regolante l’acquisizione di opere d’arte (fisse o mobili) nelle costruzione ex novo o nella ricostruzione/ripristino di edifici pubblici. La cosiddetta “legge del 2%” (vale a dire che una quota non inferiore al 2% della spesa totale prevista nel progetto per la costruzione e la ristrutturazione/ripristino di edifici pubblici va destinata al miglioramento della qualità architettonica con specifiche opere d’arte), è rimasta sino ad oggi pressoché inapplicata non solo nel Comune dell’Aquila, ma in tutta la Regione”.

“La delibera – si legge ancora nella nota del Presidio -, oltre che per la “ricostruzione artistica” dell’ingente patrimonio pubblico distrutto dal sisma del 6 aprile, costituirà pertanto un punto di riferimento per le altre amministrazioni statali e locali dell’intero Abruzzo. Le obbligatorie procedure concorsuali, gestite in primis da una Commissione giudicatrice di cui fanno parte anche rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e della Soprintendenza ai BAS, garantiranno quell’indispensabile selezione degli artisti nazionali e internazionali che parteciperanno ai bandi che saranno di volta in volta emanati. Sarà uno degli edifici pubblici più cari agli aquilani, il Teatro Comunale, a beneficiare dell’arricchimento estetico con opere d’arte contemporanea, su sollecitazione dell’Amministrazione civica, dell’importo del 2% della spesa prevista di circa 7 milioni di euro. Tutto ciò significa che la città dell’Aquila, a ristrutturazione terminata, oltre a riavere il suo Teatro, avrà in più nel suo contesto architettonico opere d’arte contemporanea per il valore di circa 140.0000 euro”.

“Ma cifre a parte, quel che conta per il Tavolo della Ricostruzione Artistica è il ripristino del rispetto dell’applicazione di una legge sino ad oggi messa nel cassetto dalle pubbliche amministrazioni, rispetto che consentirà anche agli artisti aquilani e abruzzesi di partecipare ai tantissimi concorsi che saranno indetti nell’immediato futuro, dato l’elevato numero di edifici pubblici su cui intervenire. Il rispetto di tale normativa è contenuto anche nella proposta di legge di iniziativa popolare e, senza ombra di dubbio, la delibera appena approvata dalla Giunta del Comune di L’Aquila sta a significare che la partecipazione attiva dei cittadini è elemento indispensabile per poter dare, ognuno di noi, il proprio contributo alla ricostruzione della città. Per approfondire la tematica in questione e per coinvolgere al meglio gli operatori del settore ed i cittadini tutti su questioni vitali per futuro di una città distrutta tutta da reinventare, il Tavolo della Ricostruzione Artistica sta organizzando un’apposita giornata di studio che sarà tenuta entro i prossimi mesi di gennaio-febbraio”.

L’Aquila chiama Italia: macerie di democrazia e Ricostruzione artistica

Comunicato stampa - ASSEMBLEA CITTADINA L'AQUILA TAVOLO RICOSTRUZIONE ARTISTICARicostruiamo una città più bella se non ora, quando?

Il Tavolo Ricostruzione Artistica, costituitosi all’interno dell’Assemblea cittadina di L’Aquila, lancia questo appello perché la cultura è valore collettivo e democratico. Siamo convinti che la ricostruzione di L’Aquila, la rinascita dei suoi borghi non possa avvenire senza l’apporto dell’arte e che i progetti, destinati al recupero della città e le stesse opere pubbliche, debbano portare i segni temporali e culturali dei nostri giorni. Chiediamo, quindi, che nella ricostruzione/ripristino degli edifici pubblici trovi applicazione la legge 29 luglio 1949, n. 717.

Facciamo in modo che la manifestazione nazionale del prossimo 20 novembre “SOS L’Aquila chiama Italia” apra la strada alla democrazia culturale; la nostra richiesta di sottoscrizione dell’appello vuole anche riaffermare la necessità del rispetto delle regole, in un Paese in cui molte volte la cultura diventa “lucrosa” emergenza, che significa spesa senza controllo, deroghe alla normativa e delegittimazione delle competenze e professionalità.

Vi invitiamo a sottoscrivere l’appello.

COMUNICATO STAMPA

Comunicato stampa - ASSEMBLEA CITTADINA L'AQUILA TAVOLO RICOSTRUZIONE ARTISTICA

RICOSTRUIAMO UNA CITTA’ PIU’ BELLA
SE NON ORA, QUANDO?

I diritti culturali sono riconosciuti tanto nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’ONU, quanto nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione Universale dell’UNESCO, nella Carta di Nizza. Nella definizione dell’UNESCO, i diritti culturali costituiscono una pietra ancora mancante per la comprensione dell’universalità dei diritti dell’uomo; tutelare e promuovere il diritto all’informazione, al sapere ed alla conoscenza, il diritto a godere delle arti e dei beni culturali significa intendere la cultura come valore collettivo e quindi come crescita civile e democratica, come spinta per lo sviluppo economico dell’intera Nazione.

In un Paese in cui il patrimonio artistico non ha eguali, i tagli del Governo ai Beni Culturali sono irresponsabili. E troppo spesso, da noi, la cultura diventa una lucrosa “emergenza” da far gestire alla Protezione Civile: il che vuol dire milioni di euro spesi senza controllo, deroghe alla normativa e delegittimazioni delle competenze e professionalità. Continua a leggere