“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

L’Aquila: QUANDO L’ARTE DI REGIME IMPERA

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

di Sergio Nannicola*

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

“Pensavamo fosse un ‘Christo’ e invece era altro”

Sinceramente non avrei voluto intervenire nuovamente su questo tema, purtroppo mi sento costretto a farlo in virtù di quello che oramai sembra essere un disegno prestabilito. Si perché in questa città, è oramai assodato, si è sperimentato e si continua a sperimentare un metodo, un modo che serve ad addomesticare le masse al volere supremo. Questa è la realtà sociale, civile e culturale che regna nel cratere in questo delicato frangente storico, in cui tutto sembra essere lecito (in nome del buon fine) tranne la legittimità dei procedimenti usati. Da destra come da sinistra, si rispolvera e si mette in pratica oramai su tutti i fronti “l’esperienza totalitaria” come prassi consolidata. Una “dittatura” di fatto, volta a semplificare i percorsi amministrativi che ne ostacolano i risultati a monte sperati – Veramente non c’è alternativa a questi sistemi?, Veramente vogliamo ricostruire il territorio con metodi antidemocratici?.
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