I COLORI E IL MITO DELL’ISOLA – Presentazione del libro presso la Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano

I COLORI E IL MITO DELL’ISOLA

Giovedì 22 marzo 2018 ore 15.30

Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano

Saranno presenti:

Prof. Franco Marrocco – Direttore dell’Accademia di Brera
Ing. Marco Galateri di Genola
Avv. Mauro Guerra – Sindaco di Tremezzina
Prof. Giuseppe Sabatino – Accademia di Brera
Manfredi Maretti – Editore
Prof.ssa Franca Zuccoli – Università Milano-Bicocca
Prof.ssa Valeria Tassinari – Accademia di Brera
Prof.ssa Maria Cristiana Fioretti –Accademia di Brera.

Modera il Prof. Marco Pellizzola

Un libro che nasce da un’intensa esperienza didattica, ambientata sull’Isola Comacina e finalizzata ad esercitare sguardo, pensiero e manualità in una pratica dell’arte che esce dalle aule per entrare in rapporto con il contesto ambientale e i visitatori. In questo irripetibile laboratorio open air ambientato sul Lago di Como, gli studenti della scuola di Decorazione dell’Accademia di Brera, con la collaborazione della scuola di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, hanno lavorato in stretto dialogo con i docenti per interpretare lo spirito del luogo, attraverso progetti artistici concretizzati in opere di varia tipologia, che sono rimaste installate per tutta l’estate 2017. Il volume, presentato a consuntivo dell’iniziativa, curato da Sergio Nannicola, Marco Pellizzola e Valeria Tassinari, documenta con testi e immagini l’obiettivo principale di questo progetto, ovvero rendere gli studenti sensibili al tema del colore e della storia del sito, elementi costitutivi di un percorso condiviso, ma sviluppato liberamente nella ricerca individuale dei numerosi giovani autori.

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RammendaMenti 2017 | Museo delle Capanne in Pietra – Villa Santa Lucia degli Abruzzi (Aq) – Dal 19 Agosto al 2 Settembre 2017

Depliant RammendaMenti 2017

In un dialogo fatto di dissonanze e corrispondenze, RammendaMenti 2017 espone le opere dell’artista Sergio Nannicola accanto ai “tappeti” dell’antica tradizione tessile abruzzese.
A pochi anni dall’inizio della ricostruzione dei centri storici all’interno del cratere sismico dell’aprile 2009, il senso di questo accostamento risiede nella volontà di rispondere al quesito dell’antropologo Antonello Ciccozzi, che si chiede se la nostra civiltà sia ancora in grado di rimarginare le sue ferite.
Da un lato Sergio Nannicola ci mostra nei Piatti del Cratere la pianta medievale della città. È una denuncia amara della speculazione, un avvertimento per la società civile, la testimonianza della grandezza passata e dell’evento nefasto, ma anche il progetto per la rinascita futura, la tenace volontà di resilienza, il dono genuino per la generazione futura.
Dall’altro lato, come il dipinto su una ceramica, come la storia sulla pagina di un libro, i “tappeti” tessuti dalle nostre donne raccontano il mondo e gli umili che lo abitano e che cercano di comprendere la vita.
Il loro è un racconto simbolico, da decifrare.
Parla di donne che ricevevano in eredità da altre donne la sapienza di un mestiere e con esso un bagaglio di figure simboliche che arrivavano da lontano. Nella perpetuazione del lavoro, a loro volta, tramandavano i saperi ricevuti, con l’umiltà di chi comprende non tanto col pensiero ma col cuore.
Quest’arte era il loro patrimonio, il loro posto nella società, il modo di far risuonare la loro voce discreta e saggia.
Questa saggezza appartiene alla terra d’Abruzzo, alle sue montagne che aspre e dure forgiano lo spirito dei suoi abitanti. Molto di questo rapporto ancestrale è stato strappato.
RammendaMenti 2017 vuole essere un augurio per ricucire la ferita, ritrovare quel filo che lega gli abitanti allo spirito della loro terra e ripartire seguendo la trama e l’ordito della natura.
Maria Grazia Liguori

http://www.comunevillasantaluciadegliabruzzi.aq.it/
https://nannicola.wordpress.com/

MAESTRI DI BRERA PER L’UNITÀ D’ITALIA

Maestri di Brera per l'Unità d'Italia

L’Accademia di Belle Arti di Brera con il prezioso contributo di Regione Lombardia e la sponsorizzazione dell’Associazione degli Amici dell’Accademia di Brera, organizza per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ricorrenza attesa e carica di significati, una mostra celebrativa, allestita presso il Palazzo Berlaymont sede della Commissione Europea a Bruxelles (e l’Espace Banca Monte Paschi Belgio dal 6 al 20 dicembre 2011), dal 1 al 20 dicembre 2011, dove verranno esposte le opere dei suoi artisti-docenti.

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La mostra proseguirà in gennaio a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Le opere, eseguite con tecniche miste su tela libera, riprendono la forma di una bandiera per creare il suggestivo effetto del drappo gonfiato dal vento, quello stesso vento di speranza che animò gli italiani nell’unificazione. Ogni artista ha eseguito delle litografie che sono state tirate in 5 esemplari numerate e firmate. Queste opere che affiancano le grandi bandiere misurano cm 70 x 50 e grazie alla collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura all’Estero saranno esposte presso spazzi espositivi istituzionale a Lima, il Cairo, Pechino e Caracas. Fu proprio l’opera di un docente dell’Accademia di Brera (dal 1822 al 1879), un grande artista italiano Francesco Hayez, a celebrare l’Unità d’Italia dipingendo “Il Bacio”. Questa opera, presentata nel 1859 diventò, attraverso i colori della bandiera racchiusi nel quadro, il simbolo dell’unificazione d’Italia. La bandiera come simbolo della collettività, della nazione intesa come popolo, è veramente “dentro” il Paese, è veramente “patria” quando ciascuno la percepisce come tale nella propria individualità, nel chiuso dei propri sentimenti, sublimandola con i suoi valori, con le sue memorie, con le sue credenze. Tutte le bandiere degli artisti di Brera sono legate tra loro dal sentimento della patria e dalla semplicità dei tre colori: bianco, rosso e verde.

1 – 20 dicembre 2011

EUROPEAN COMMISSION – BERLAYMONT Rue de la Loi / Wetstraat, 200 – 1040 Bruxelles

6 – 20 dicembre 2011

ESPACE BANCA MONTE PASCHI BELGIO Av. D’Auderghem, 22/28 – 1040 Bruxelles

In gennaio la mostra continuerà negli spazi espositivi

dell’Accademia di Belle Arti di Brera Via Brera 28 – 20121 Milano

Prof. Marco Meneguzzo

Critico e storico d’arte, Docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Che quel drappo di stoffa colorata che chiamiamo bandiera sia un simbolo fortissimo è risaputo. Sin dall’antichità vessilli, insegne, colori hanno sempre significato “appartenenza” e “unione”, per cui è inutile ripetere qui i motivi di questo simbolismo sociale, collettivo, civile, pubblico, che è tale in tutto il mondo, sotto tutte le latitudini. Ma la bandiera non deve rimanere solo il simbolo della collettività, della nazione intesa come popolo: essa è veramente “dentro” il Paese, essa è veramente “patria” solo quando, smessi i panni del cittadino, dell’uomo sociale, dell’appartenente a una comunità, ciascuno la percepisce come tale nella propria individualità, nel chiuso dei propri sentimenti e della propria coscienza, al di là di ogni manifestazione corale, di massa, la cui psicologia è diversa, più propensa alla retorica superficiale di un giorni di festa, di una parata multicolore.

Al contrario, una bandiera “intima” – aggettivo difficile da usare per un simbolo collettivo – è un convincimento segreto, un retaggio che al contempo appartiene al singolo e a tutti, un’eredità intellettuale e sentimentale che ciascuno riempie coi suoi valori, con le sue memorie, con le sue credenze: un elemento comune a un popolo si atomizza nel vissuto di ciascuno, ma senza perdere quella qualità unificante, quel riconoscersi nel bene e nel male come prodotto culturale di una storia condivisa (magari su campi opposti, ma condivisa…). Di più, l’attualità del tricolore passa oggi per un versante antiretorico e antimonumentale, che non fa parte della tradizione della rappresentazione dell’amor di Patria o delle glorie nazionali – si celebra la battaglia del Piave, ma nessuno ha mai celebrato con un monumento la rotta di Caporetto… -, ma che forse appartiene a un certo carattere italiano, oltre che alle declinazioni più recenti dei linguaggi artistici. In fondo, gli Italiani si riconoscono come nazione più nei momenti bui della loro storia, che in quelli luminosi, e la solidarietà di un popolo altrimenti individualista scatta quando sembra che tutto sia perduto, che le forze disgregatrici prevalgano: anche in queste opere si ritrova lo stesso carattere, spesso filtrato attraverso la rappresentazione di momenti storici che non saranno mai celebrati da qualche monumento, ma che si custodiscono nella memoria come e forse di più di quelli, e dove la memoria di ciascuno, appunto, diventa la memoria di tutti, pur restando individuale, singolare. In Italia è la somma delle memorie individuali a costituire la storia collettiva, più di quanto non sia la “grande storia” a costruire e a cemen- tare il senso della nazione. In questo senso gli artisti sono gli interpreti migliori di questa dualità dialogante: usano il linguaggio e il simbolo, che sono patrimonio comune, e li personalizzano con la propria individualità. Ecco allora perché le loro bandiere sono tutte diverse, perché ognuna racconta una storia personale, o rappresenta una metafora scaturita dall’interpretazione soggettiva della storia, della cronaca, del costume, della società; ma sono contemporaneamente tutte legate indissolubilmente tra loro da quell’elemento simbolico forte, da quel patrimonio comune, dalla semplicità di quei tre colori: bianco, rosso e verde.

Elenco degli artisti

Angelini AlessandraBacco NinoBagnoli LidiaBressan Italo

Bruno Giovanni

Buglioni Pierluigi

Campi Tiziana

Campi Tiziano

Capraro Sabina

Cascio Walter

Casiraghi Roberto

Cattani Giorgio

Ceccarelli Vincenzo

Chiodi Italo

Correggia Francesco

De Locatelli Alfred

Di Gennaro Giuseppe

Dorigatti Piermario

Elefante Vincenzo

Falco Marina

Fanelli Gaetano

Fioretti Maria Cristiana

Gadaleta Ignazio

Galbusera Renato

Galli Maria Cristina

Garutti Alberto

Giacummo Vito Natalino

Giacummo Elmar

Giromella Gabriele

Giorgis Barbara

Grillo Gaetano

Iaria TeresaLabbe MargheritaLaera CosmoLuino Bernardino

Mariani Gastone

Marrocco Franco

Moro Daniela

Mulazzani Enrico

Nannicola Sergio

Nicolamarino Domenico

Occhipinti Angela

Padula Maria Teresa

Panno Laura

Parisi Paola

Pelliccia Antonello

Pellizzola Marco

Pertusi Guido

Pierno Antonella

Pizzi Stefano

Roberti Roberto

Sabatino Beppe

Salvatore Nicola

Salvi Paola

Spadari Alessandro

Stelitano Filomena

Tacconi Tiziana

Vernizzi Luca

Vescovi Dany

Vescovo Federico

Zuppelli Massimo